ALF
Quando un alieno peloso è diventato di famiglia
C’era un’epoca in cui bastava cambiare canale e, invece di trovare l’ennesima serie drammatica dark, ti compariva in salotto un alieno marrone con il nasone, orecchie da pipistrello e un solo grande obiettivo: mangiare il gatto di casa.
Quell’alieno era ALF, e per molti di noi è stato il primo extraterrestre davvero di casa: meno ET e più zio ingombrante che non capisce le regole del vivere civile.
ALF non era solo una sit-com con le risate di sottofondo: era uno di quei prodotti che mescolavano famiglia, fantascienza e umorismo demenziale in modo perfettamente anni ’80.
Un po’ come se qualcuno avesse detto: Prendiamo una classica famiglia americana, infiliamoci un Muppet maleducato in mezzo e vediamo cosa succede.
La serie
Alf è una serie NBC che andò in onda negli stati uniti dal 1986 al 1990, in Italia invece andò in onda nel 1988 su Rai2.
La serie è composta da 4 stagioni per un totale di 102 episodi.
Alf - il pupazzo - fu creato da Paul Fusco nel 1984 usando un burattino che era appeso in casa sua, si dice utilizzasse questo pupazzo per infastidire la sua famiglia e i suoi amici.
Da Melmac al salotto dei Tanner
Nella finzione, ALF arriva dalla lontana Melmac, pianeta distrutto da un’esplosione catastrofica (ovviamente causata da qualcosa di stupido, com’è tradizione del personaggio).
Scappa a bordo della sua astronave e finisce – letteralmente – nel garage della famiglia Tanner: padre, madre, due figli, casa suburbana, problemi normali… finché non entra in scena questo tizio peloso che:
Non capisce le regole della Terra,
Ha l’istinto di mangiare il gatto di famiglia, Lucky
Risponde male a chiunque,
Si infila in situazioni sempre più assurde.
La grande trovata è che, sotto il sarcasmo, ALF è un personaggio profondamente nostalgico: è solo, ha perso il suo pianeta, i suoi simili, le sue abitudini.
Per quanto faccia il buffone, ogni tanto la serie si concede momenti malinconici in cui ti ricorda che questo mostro è in realtà un rifugiato spaziale che cerca di ricostruirsi una vita.
Una sit-com molto più complicata di quanto sembrasse
Vedere ALF in TV sembrava semplice: pupazzo, famiglia, gag, morale finale.
Dietro, però, la produzione era un piccolo incubo tecnico: il protagonista era un burattino animato con set rialzati, botole, cavi, attori costretti a muoversi in spazi limitati per lasciare libertà ai burattinai.
Non è un caso se alcuni membri del cast umano, negli anni, hanno raccontato quanto fosse stressante girare la serie.
Questa complessità tecnica però ha un effetto collaterale positivo: ALF ha una fisicità che oggi manca ai personaggi digitali. Non è un effetto speciale, è un corpo che occupa spazio, cade, sbatte, si incastra.
E questo rende le gag più concrete, quasi slapstick: quando ALF rovescia qualcosa, non è un render, è un disastro vero!
Gatti, panini e cultura pop: l’umorismo di ALF
Una delle cose che rende ALF ancora riconoscibile è il suo tipo di umorismo:
Battute taglienti, spesso a spese dei Tanner
Ossessione per il cibo (non solo gatti, ma anche tutto ciò che può essere fritto, ricoperto di formaggio o trasformato in panino)
Citazioni continue di cinema, musica e televisione
Il contrasto tra il suo cinismo alieno e il buonismo da sit-com di famiglia.
ALF rappresenta quel periodo in cui la TV iniziava a parlare di se stessa: scherzava su altre serie, prendeva in giro i format, rompeva la quarta parete a livello di atteggiamento, se non sempre letteralmente.
Per noi spettatori, era un manuale di educazione alla cultura pop americana mascherato da serie per famiglie.
Merchandising, cartoni animati e altre incarnazioni
Ovviamente, un personaggio così non poteva restare confinato alla sit-com originale.
Intorno ad ALF sono nati:
Serie animate (tra cui quella ambientata direttamente su Melmac, con ALF in versione più cartoon, senza i limiti fisici del pupazzo)
La versione animata di ALF ha un ruolo interessante: libera il personaggio dai vincoli del set e lo porta in un contesto ancora più assurdo, espandendo il suo passato, la vita su Melmac, la sua famiglia aliena.In Italia la sigla è cantata da Cristina D’Avena e Pietro Ubaldi
Giocattoli, peluche, figurine, zaini, diari
Fumetti e magazine con storielle brevi
Comparsate in spot pubblicitari e citazioni in altre serie.
È il classico passaggio anni ’80: se una serie funziona, diventa cartone, giocattolo e probabilmente anche cereali da colazione.
Che fine ha fatto ALF (e perché ogni tanto ritorna)?
Come molte serie di quell’epoca, ALF ha avuto un finale un po’ amaro e discusso, con un cliffhanger che ha lasciato diverse questioni in sospeso.
La chiusura della serie è stata dettata dal fatto che la rete voleva puntare sulla nuova serie Willy il principe di Bel-Air e soprattutto dal fatto che tutti gli attori del cast odiavano il pupazzo e non volevano più lavorarci.
Il cast odiava il pupazzo perché girare con lui era tecnicamente difficile e lungo - per girare un episodio di una ventina di minuti servivano circa 24 ore di riprese - Max Wright l’attore che interpretava il padre dichiarò che disprezzava supportare il pupazzo perchè riceveva la maggior parte delle battute, questo causò spesso scontri con Fusco e, addirittura, dopo aver girato l’ultimo ciack dell’ultimo episodio se ne andò senza salutare nessuno.
Gli sceneggiatori cercarono di fare l’ultimo episodio in modo da poter nel caso riuscire a girare una 5 stagione senza il cast originale ambientata nella base militare.
Nel corso degli anni si sono susseguiti tentativi di revival, film TV, progetti di reboot mai davvero esplosi come si pensava.
Eppure, ALF continua a riemergere:
In meme
In citazioni nostalgiche
In gadget retro
Nelle piattaforme streaming quando si decide di ripescare i classici del passato.
Il motivo è semplice: ALF incarna una nostalgia specifica, quella di un’epoca in cui la fantascienza in TV non doveva essere dark, realistica o complessa.
Poteva essere semplicemente un alieno che suona il telefono di casa, si mangia l’ultima fetta di torta e manda in crisi un padre di famiglia qualunque.
Fammi sapere nei commenti:
Il tuo primo ricordo legato ad ALF.
Se avevi giocattoli, album o gadget.
Purtroppo attualmente in Italia non è su nessuna piattaforma, vorresti vederlo o rivederlo?
Nel frattempo, io resto dell’idea che in ogni casa ci dovrebbe essere almeno un po’ di spirito da Melmac: niente astronavi, ma la libertà di ridere di noi stessi… possibilmente senza mangiare il gatto di famiglia!





