BraveStarr
Quando il West andò nello spazio (e arrivò nei nostri pomeriggi)
Primi anni ’90, la merenda è pronta, la tv sintonizzata su Italia 7 e all’improvviso parte una sigla che parla di un eroe con la forza dell’orso, la velocità del puma, la vista del falco e l’udito del lupo.
Non è una pubblicità di un corso zen ma stiamo parlando di BraveStarr: lo sceriffo nativo americano che pattuglia un Far West spaziale.
Confusi? Vi ricorda qualcosa questa descrizione?
Era uno di quei cartoni che ti colpivano anche solo visivamente: stivali da cowboy, cavallo che parla (e mena), laser, deserti rossi e un cattivo scheletrico chiamato Tex Hex.
Un miscuglio di generi che oggi chiameremmo space western, allora per noi era semplicemente fighissimo.
L’ultimo ruggito della Filmation
BraveStarr nasce nel 1987 ed è l’ultima serie animata prodotta dalla Filmation, gli stessi di He-Man, Gostbuster e She-Ra.
La serie in America debutta nel Settembre del 1987 mentre in Italia arriva a Marzo del 1988 su italia1 per poi spostarsi dal 1990 su Italia7 (dove il sottoscritto l’ha conosciuta!)
La storia è ambientata nel 23º secolo su un pianeta chiamato New Texas, a centinaia di anni luce dalla Terra, dove tutti sono fissati con un minerale prezioso: il kerium.
Qui arriva lui, il Marshal BraveStarr:
Nativo americano
Sceriffo
Con poteri spirituali che richiama urlando forza dell’orso, velocità del puma, vista del falco, udito del lupo.
Marshall non è solo, ad affiancarlo c’è Trenta Trenta un cavallo-robot che si muove su due zampe, impugna un mega fucile - Sara Jane - e discute come un partner di buddy movie.
Oltre a Trenta Trenta troviamo anche il resto degli abitanti di New Texas, tra minatori, giudici e piccoli alieni comprimari.
Filmation, in piena crisi, prova il suo canto del cigno: mischia western, fantascienza e morale educativa alla fine di ogni episodio (come in He-Man), ma con toni un po’ più seri: si parla di droga, responsabilità, abuso di potere.
Forse un po’ troppo serio per il pubblico a cui veniva venduto…
Un cattivo nato prima dell’eroe (e un tempismo sbagliato)
La cosa curiosa è che, differentemente dal consueto, è il cattivo a nascere per primo.
Durante la lavorazione dei Filmation’s Ghostbusters (fatemi sapere nei commenti se desiderate conoscere di più su questo mitico cartone!), il disegnatore Filmation Art Nadel creò Tex Hex, un villain talmente riuscito da spingere Lou Scheimer (co-fondatore di Filmation) a metterlo da parte e costruirci attorno un intero nuovo mondo: New Texas, BraveStarr, il kerium, il mix spiritualità + laser.
Mattel, che dopo il calo dei Masters of the Universe cerca una nuova linea di giocattoli da lanciare, entra a piedi pari con irruenza per sfruttare i personaggi.
Ed è proprio questo l’errore fatale!
Le action figure di BraveStarr escono già nel 1986 ma il cartone arriva solo nel 1987.
Per cui i bambini vedono sugli scaffali pupazzi di cui non sanno nulla. Nessun contesto, nessuna serie a supporto, nessuna sigla da canticchiare.
Scheimer prova a dire state sbagliando il timing, ma non viene ascoltano.
Risultato: la linea di giocattoli non esplode come sperato, il cartone dura poco (65 episodi) e BraveStarr si ferma a un passo dal diventare un nuovo He-Man.
Certe volte il timing è tutto, i Masters sono stati una congiunzione di cose che hanno creato un fenomeno globale che resiste ancora oggi, ma come spesso accade i fenomeni non si possono costruire a tavolino!
Giocattoli: lo sceriffo, il cavallo e un sacco di possibilità non sfruttate
Se da bambino ti capitava di sfogliare un catalogo di giocattoli o un Topolino, BraveStarr lo riconoscevi subito: figure più grandi della media, pose decise e armi che sembravano uscite dai film di Sergio Leone con ambientazione Star Wars.
La linea Mattel includeva:
Marshal BraveStarr con il suo neutra-laser, cappello, armatura e accessori vari.
Trenta Trenta, il cavallo che si trasformava da quadrupede a cowboy bipede, con fucile in mano.
Tex Hex con il suo neutra-laser, cappello, armatura e accessori vari come i pugnali dorati
Comprimari vari sia tra i buoni che tra icattivi
Veicoli e playset, con l’immancabile fortezza/avamposto da difendere.
Oltre ai giocattoli vennero prodotti anche fumetti pubblicati in Italia sulla rivista Magic Boy, fumetti in 3d pubblicati in america dalla Blackthorne Comics
e un dimenticabile videogioco sparatutto per Commodore 64, Amstrad CPC e ZX Spectrum.
Come spesso accade in questi casi, proprio perché la serie durò poco e i giocattoli non fecero numeri giganteschi, oggi le action figure BraveStarr sono diventate oggetti da collezione ricercatissimi: fiere del vintage, annunci online, vetrine a prezzi non esattamente da due spicci.
E la nostalgia ha fatto il suo giro completo: sono in arrivo nuove figure di alta gamma, pensate per adulti nostalgici più che per bambini di oggi, con dettagli e accessori che fanno sembrare i pupazzi originali quasi delle prove pre-produzione. Ma diciamocelo, quelle action figure anni 90 con le dimensioni fuori scala rispetto ai Masters e quei pulsanti dietro la schiena, che alzavano il braccio, per simulare il duello avevano quel gusto di artigianale che le nuove figure patinate non possono eguagliare!
BraveStarr oggi: dove si vede e perché merita un rewatch
BraveStarr non ha avuto lo stesso ciclo infinito di repliche dei soliti noti, ma ogni tanto riemerge.
Online si trovano episodi in italiano caricati da canali nostalgici e qualche playlist dedicata; la serie completa appare in vari archivi video e sui soliti canali come Dailymotion che recuperano i cartoni dimenticati.
Rivedendolo oggi si notano cose che da piccoli passavano in secondo piano:
Il protagonista è un nativo americano rappresentato come eroe positivo, equilibrato, con poteri legati alla tradizione e alla natura
Le puntate affrontano temi non banali (abuso di sostanze, bullismo, discriminazione, responsabilità dell’uso della forza)
Lo stile è dichiaratamente anni ’80, ma l’idea di un space western anticipa tante cose uscite dopo (da certi fumetti fino a serie come Firefly, pur con toni diversissimi).
Non è solo il cartone con l’indiano che ha il cavallo cazzuto che cammina su due gambe: è l’ultimo tentativo di Filmation di fare qualcosa di ambizioso, in un momento in cui il mercato dei giocattoli stava cambiando e il modello cartone per vendere pupazzi iniziava a scricchiolare.
E tu, che ricordi hai di BraveStarr?
Ora tocca a te:
Lo guardavi quando passava in TV o lo hai recuperato solo più tardi online?
Eri più affascinato dallo sceriffo o da Trenta Trenta che sbroccava?
Hai mai avuto un giocattolo di BraveStarr, o è rimasto nella categoria vorrei ma sugli scaffali non c’era mai?











